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Cappotto termico e risparmio energetico: quali risparmi?

12 Ottobre 2022
Cappotto termico

La crisi economica ci accompagna ormai da diverso tempo e l’inizio della stagione autunnale e invernale suscita pensieri e preoccupazioni sui costi energetici che le persone dovranno affrontare a breve. Una notizia positiva per il futuro arriva grazie a Cortexa, l’associazione delle imprese dell’isolamento a cappotto in Italia. Da quanto emerge da una ricerca portata avanti dall’associazione, grazie al cappotto termico è possibile un risparmio energetico notevole che può arrivare fino al 45%.

“La situazione del patrimonio edilizio italiano è molto preoccupante dal punto di vista dei consumi energetici e dell’impatto ambientale” dichiara così Cortexa nella ricerca intrapresa. Il cappotto termico permette una riduzione dei costi energetici sia d’inverno che d’estate e il risparmio varia in base alla tipologia dell’edificio, può arrivare fino al 30-33% per quanto riguarda una villetta a due piani e fino al 40-45 % per un condominio di otto piani.

Questa ricerca offre una soluzione al problema sulla povertà energetica, problema che è stato sottoposto alla Commissione Europea nel 2019 dai governi locali con l’obiettivo di ridurla entro il 2030 ed eliminarla del tutto entro il 2050. “L’aumento dei tassi di povertà energetica è dovuto ai prezzi elevati dell’energia, ai redditi bassi e ad abitazioni male isolate, umide e insalubri.” Viene così dichiarato nell’articolo pubblicato sul sito ufficiale dell’Unione Europea. E oggi nel 2022 la situazione della crisi energetica è in peggioramento.

Un’indagine svolta dall’Osservatorio della Commissione Europea sulla povertà energetica in Italia dichiara che il 14,1% delle famiglie non è in grado di mantenere la casa adeguatamente calda, il 4,5% fa fatica a pagare le bollette con puntualità a causa di difficoltà finanziarie e il 13,6% delle famiglie non è in grado economicamente di sostenere le spese energetiche.

Da una parte c’è la guerra tra Russa e Ucraina che causa il caro energia e dall’altra la popolazione vive in edifici la cui costruzione risale in periodo antecedente il 1976, “la costruzione della maggior parte degli edifici (78% circa)risale all’epoca in cui non venivano adottate vere misure di risparmio energetico, ossia prima della Legge 373 del 1976″, prosegue Cortexa. In aggiunta circa 22,5 milioni di abitazioni che equivale al 53% di case in Italia non hanno mai avuto interventi di manutenzione.

Il cappotto termico potrebbe diventare uno dei protagonisti del risparmio energetico perché oltre che garantire dei benefici in qualsiasi stagione dell’anno con il beneficio durante il periodo invernale di proteggere la casa dalle dispersioni di calore, permetterebbe un comfort maggiore e una migliore qualità dell’aria interna prevenendo oltretutto i problemi di umidità, garantirebbe un rispetto delle leggi vigenti per quanto riguarda l’efficienza energetica degli edifici con possibilità di detrarre e usufruire dei vantaggi fiscali, e un conseguente plus è la riduzione dell’impatto ambientale delle costruzioni.

Di questo tema si parlerà ampiamente durante la prossima edizione del SED, in programma a Caserta dall’11 al 13 maggio 2023 dove saranno presenti numerose aziende attive nel settore del cappotto termico.

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