Nel contesto del rilancio del Mezzogiorno, la ZES assume un ruolo di grande rilievo per le imprese di costruzione e per l’intera filiera edilizia. Per gli operatori del settore (materiali, impianti, infrastrutture, rigenerazione urbana) è fondamentale comprendere come le misure agevolative, le semplificazioni e gli investimenti infrastrutturali promossi dalla ZES possano attivare nuove opportunità.
Cos’è la ZES Unica per il Mezzogiorno
- A partire dal 1° gennaio 2024 è operativa la ZES Unica che comprende i territori delle regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
- La disciplina è regolata dal D.L. n. 124/2023 (art. 16) che prevede, tra le altre cose, il riconoscimento di un credito d’imposta per gli investimenti realizzati in queste aree (acquisizione di beni strumentali, terreni, immobili strumentali).
- Le aree ZES erano state introdotte già con il D.L. n. 91/2017 (art.4) e successive modifiche, come strumenti per favorire sviluppo, investimenti, semplificazioni amministrative nelle regioni del Sud.
Perché è rilevante per edilizia e costruzioni
- Le agevolazioni fiscali previste — ad esempio crediti d’imposta sino al 60% per investimenti in beni strumentali e, nel 2025, la combinazione con il “Transizione 5.0” che può portare a risparmi fiscali fino all’80% — rendono l’operare nelle aree ZES estremamente interessante per le imprese del settore.
- Il comparto edilizio può beneficiare direttamente in vari modi:
- Realizzazione o ampliamento di immobili strumentali all’attività economica delle imprese che si insediano nella ZES (logistica, materiali, impianti).
- Servizi e forniture di opere civili, infrastrutturali, e impiantistiche legati all’insediamento delle aziende nelle ZES.
- Stimolo alla rigenerazione urbanistica e infrastrutturale delle aree portuali o retroportuali (che sono spesso coinvolte nelle ZES) che richiedono attività di costruzione, ristrutturazione, infrastruttura di collegamento.
Alcuni dati e scenari
- Secondo uno studio di The European House ‑ Ambrosetti, le ZES (comprese quelle regionali pre-2024) hanno generato un impatto stimato di circa 83 miliardi di euro di valore aggiunto nel Sud, pari al ~23% del valore aggiunto complessivo delle regioni meridional.
- Per la regione campana, la ZES ha attratto investimenti diretti per quasi 900 milioni € tramite autorizzazioni uniche e ≈1,1 miliardi € tramite credito d’imposta, con una ricaduta stimata di oltre 8.000 nuovi occupati.
- Le imprese edili e fornitrici possono pianificare investimenti in infrastrutture o immobili strumentali con soglie di agevolazione e limiti di progetto che arrivano a circa 100 milioni € per ciascun progetto nelle ZES.
Quali sono le opportunità concrete per l’edilizia nel 2025
- Insediamenti industriali e logistici nelle ZES: prevedono la costruzione di capannoni, magazzini, aree intermodali e relative infrastrutture. Fornitori di materiali strutturali, impianti, serramenti, soluzioni prefabbricate possono trovare vantaggi.
- Riqualificazione delle aree portuali e retroportuali: molte ZES includono porti o interfaccie logistiche. Questa tipologia richiede lavori civili, infrastrutturali e impiantistici — un fattore chiave per le imprese edilizie con expertise in questo tipo di opere.
- Efficienza energetica e digitalizzazione dei siti produttivi: combinando le agevolazioni della ZES con altri strumenti (es. Transizione 5.0), le imprese possono intervenire su edifici, impianti e sistemi produttivi — quindi anche fornitori e specialisti dell’involucro edilizio, impiantistica e smart-building sono coinvolti.
- Pianificazione territoriale e rigenerazione urbana: l’insediamento di imprese nelle ZES può richiedere interventi di infrastrutturazione urbana (strade, collegamenti, reti) e anche ristrutturazione o ampliamento di edifici esistenti. Anche in questo caso le imprese dell’edilizia possono giocare un ruolo importante.
Alcune criticità da considerare
- Le agevolazioni sono legate a progetti incrementali e alla condizione che le imprese mantengano le attività e i posti di lavoro per un certo periodo (tipicamente 10 anni) affinché il beneficio sia pienamente riconosciuto.
- Non tutti i tipi di attività sono automaticamente ammissibili: ad esempio la normativa esclude alcuni settori (ad es. produzione di energia, trasporti esclusi magazzinaggio/supporto, ecc.) dal beneficio ZES.
- Per le imprese edilizie può esserci la necessità di coordinarsi con gli investitori industriali/logistici che si insediano nella ZES: l’opportunità deriva spesso dal fatto che un’impresa industriale entra, richiede costruzioni/impianti, e l’edilizia diventa fornitore o co-partner.
- Sebbene le agevolazioni siano molto vantaggiose, serve una buona progettazione, tempistica e conoscenza normativa per sfruttarle al meglio. Le procedure di autorizzazione unica e lo sportello unico digitale (Sportello Unico Digitale ZES) sono attivi ma richiedono prontezza.
La ZES Unica per il Mezzogiorno rappresenta un acceleratore importante per lo sviluppo economico del Sud Italia e, al contempo, una significativa occasione per il comparto edilizia e costruzioni. L’interazione tra insediamento di imprese logistiche/industriali, la costruzione di immobili strumentali, le infrastrutture accessorie e le agevolazioni fiscali crea un ambiente favorevole — a patto di saper agire rapidamente e strategicamente.
Per chi opera nel settore edilizio, la sfida è sfruttare questa fase per posizionarsi come fornitore privilegiato e partner tecnico-strutturale nei programmi di investimento nelle ZES del Sud. Partecipare al SED significa anche questo: anticipare le sinergie, entrare nelle filiere e proporsi per la nuova crescita del Sud.

